Come avere cura del tuo introverso

Le abitudini e le necessita’ di un gruppo di persone spesso equivocate.

Ciao, il mio nome e’ Massimo. E sono un Introverso.

E non lo sapevo. Dopo tutto ho buone qualita’ sociali. Non sono ostile o antisociale… anzi amo relazionarmi con le persone ed essere di aiuto se posso. Non sono nemmeno timido. Mi piacciono le lunghe conversazioni che esplorano i pensieri piu’ intimi e gli interessi appassionati. Finalmente ho capito la mia vera natura e voglio informare tutti di questo. Cosi’ posso liberarmi da tutti quei giudizi sbagliati che mi sono piovuti addosso negli anni. Ora ti dico cosa devi sapere per gestire in modo sensibile e incoraggiante il tuo amico, parente, collega introverso. Qualcuno che frequenti tutti i giorni sicuramente e’ un introverso, e probabilmente lo stai tirando scemo…

Cosa e’ l’introversione? Nel suo senso moderno, il concetto risale al 1920 a allo psicologo Carl Jung. Oggi e’ un pilastro dei test di personalita’, tra cui l’ ampiamente utilizzato indicatore Myers Briggs. Gli introversi non sono necessariamente timidi. I timidi sono persone ansiose o spaventate nei contesti sociali, mentre gli introversi generalmente non lo sono. Piuttosto, gli introversi sono quelli che trovano le altre persone stancanti.

Gli estroversi sono energizzati ed eccitati dalle altre persone, e si spengono quando sono da soli. Spesso sembrano annoiarsi da soli. Lasciate un estroverso solo per due minuti e cerchera’ il suo telefonino. Al contrario, dopo una o due ore di socialita’, noi introversi abbiamo la necessita’ di spegnerci e ricaricarci. Questo non è antisociale. Non è un segno di depressione. Non servono farmaci. Per noi introversi, essere da soli con i nostri pensieri e’ rigenerante come dormire, e nutriente come mangiare. Quindi ok la socialita’, ma in piccole dosi.

Quante persone sono introverse? Circa il 25%. Oppure, ancora meglio: “una minoranza della popolazione ma una maggioranza nella popolazione che ha intelligenza, talenti o abilita'”

Gli introvesi sono fraintesi? Parecchio. Sembra essere il nostro destino. “E’ molto difficile per un estroverso comprendere un introverso,” scrivono gli esperti in istruzione Jill D. Burruss e Lisa Kaenzig. Gli estroversi invece sono per gli introversi facili da capire, perche’ gli estroversi impiegano cosi’ tanto del loro tempo sviluppando loro stessi in loquaci, e spesso inevitabili, interazioni con altre persone. Gli estroversi invece hanno poca o nessuna conoscenza dell’ introversione. Danno per scontato che la compagnia, soprattutto la loro, e’ sempre benvenuta. Non possono immaginare il motivo per cui qualcuno avrebbe bisogno di stare da solo, anzi, spesso si adombrano se glielo fai notare.

Con il loro infinito appetito per il parlare e il ricevere attenzione, gli estroversi dominano la vita sociale, e tendono a fissare delle aspettative. Essere estroversi nella nostra societa’ e’ automaticamente considerato un marchio di felicita’, fiducia, leadership. Gli estroversi sono visti come persone di cuore, vibranti, caldi, empatici. Gli introversi sono descritti con parole come “solitari”, “riservati”, “taciturni”, parole che suggeriscono parsimonia emozionale e una piccola personalita’. Gli introversi al femminile ho il sospetto che debbano soffrire particolarmente questa situazione. In alcuni ambienti, un uomo può ancora uscirne bene come quello che si definisce “un tipo forte e silenzioso”; una donna introversa, e’ ancora più probabile rispetto agli uomini che sia percepita come timida, riservata, altezzosa.

Gli introversi sono arroganti? Difficilmente. Suppongo che questo malinteso comune ha a che fare con il nostro essere piu’ intelligenti, piu’ riflessivi, piu’ indipendenti, piu’ calmi, piu’ raffinati, e più sensibili degli estroversi. Inoltre, questo e’ probabilmente dovuto alla nostra mancanza di “chiacchiere da ascensore”, una mancanza che spesso gli estroversi per errore scambiano per disprezzo o distacco. Tendiamo a pensare prima di parlare, gli estroversi tendono a pensare mentre parlano, che e’ il motivo per cui le loro riunioni non durano mai meno di sei ore.

La cosa peggiore degli estroversi e’ che non hanno idea del tormento che ci fanno passare. A volte, quando siamo alla disperata ricerca di aria attraverso la nebbia del loro parlare privo al 98 per cento di contenuti, ci chiediamo se gli estroversi si preoccupano di ascoltare quello che dicono. E noi siamo li’ a sopportare, perche’ l’educazione ci suggerisce che non sta bene non stare agli scherzi o che e’ da cafoni interrompere. Possiamo solo sognare che un giorno, quando la nostra condizione sara’ piu’ ampiamente compresa, quando magari ci sara’ un Movimento per i Diritti degli Introversi che ci supporta, non sara’ maleducazione poter dire: “Sono un introverso. Sei una splendida persona e mi piaci. Ma ora per favore taci”.

Come posso far sapere all’introverso nella mia vita che gli sono vicino e che rispetto le sue scelte?

Primo: riconoscere che non e’ una scelta. Non e’ uno stile di vita. E’ un orientamento.

Secondo: quando vedi un introverso perso nei suoi pensieri, non dire “Quale e’ il problema?” o “Tutto a posto?”

Terzo: non dire nient’ altro.

Se vuoi fare un test per capire da che parte stai :) clicca qui

Il mio punteggio e’ di -4, quindi sono “poco” introverso, pero’ lo sono. Garantito.

ispirato da questo:
http://www.theatlantic.com/doc/200303/rauch